Idrosfera, Pedosfera e Litosfera
“Idrosfera, Pedosfera e Litosfera” è il nuovo articolo frutto della collaborazione tra la Sezione Valorizzazione della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza – e dal Green Office UniToGO dell’Università di Torino con la IdeeGreen S.r.l. Società Benefit.
L’articolo riprende i testi del dott. Tommaso Orusa, della prof.ssa Elisa Palazzi, del prof. Claudio Cassardo e del prof. Gianni Latini pubblicati nell’opera “Lessico e Nuvole: le parole del cambiamento climatico”, la seconda edizione della guida linguistica e scientifica per orientarsi nelle più urgenti questioni relative al riscaldamento globale, curata dalla Sezione e dal Green Office.
La versione gratuita di Lessico e Nuvole, sotto forma di file in formato .pdf, è scaricabile dalla piattaforma zenodo.org.
La versione cartacea è acquistabile online sulle seguenti piattaforme di distribuzione:
– Amazon
– Mondadori (anche con Carta del Docente e 18app)
– IBS
– Libreria Universitaria (anche con Carta del Docente e 18app)
Tutto il ricavato delle versioni a pagamento sarà utilizzato dall’Università di Torino per finanziare progetti di ricerca e di public engagement sui temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.
Idrosfera
Con idrosfera si intende l’insieme di tutte le acque presenti sulla Terra, nei vari stati di aggregazione e dislocate sia sulla superficie (mari, fiumi, laghi, ghiacciai e calotte polari), sia diffuse in atmosfera (vapore acqueo e gocce d’acqua sospese), sia presenti nel sottosuolo (acque sotterranee e intrappolate nelle rocce).
La maggior parte è rappresentata dall’acqua di mari e oceani (circa il 97%) e dall’acqua dolce (circa il restante 3%). In percentuale, l’acqua dolce presente sul Pianeta è così distribuita:
- circa il 79% in calotte e ghiacciai allo stato solido;
- circa il 20% come acque sotterranee;
- circa l’1% in superficie: laghi, fiumi e torrenti, umidità del suolo, vapore acqueo.
Le acque dell’idrosfera sono interessate da continui scambi di materia (ed energia) con l’atmosfera, la superficie terrestre (pedosfera) e la zona più esterna della litosfera, attraverso il ciclo idrologico. Dal mare l’acqua evapora, principalmente a causa della radiazione solare, e diventa vapore acqueo diffuso in atmosfera. Anche il terreno e le piante, attraverso l’evapotraspirazione e la traspirazione, liberano vapore acqueo in atmosfera. Qui il vapore acqueo viene trasportato dai venti e dai moti convettivi e, quando si raffredda, il fenomeno della condensazione – attorno a piccole impurità (cristalli di sale marino, particelle di polvere, aerosol) – lo trasforma di nuovo in acqua liquida o direttamente in cristalli di ghiaccio (brinamento), dando origine a una vasta tipologia di nuvole.
Quando le gocce d’acqua diventano troppo grandi e pesanti ricadono al suolo come pioggia, neve, grandine (precipitazione); la precipitazione scorre poi in diversi modi, sulla superficie e nel sottosuolo, di nuovo verso il mare.
Le diverse fasi del ciclo dell’acqua variano con le zone climatiche; il loro rapporto costituisce il bilancio idrologico, che fornisce indicazioni sulle risorse idriche presenti sulla Terra e nelle varie regioni. Oltre al ciclo idrologico, le masse d’acqua dell’idrosfera sono interessate dai movimenti interni agli oceani: qui le correnti oceaniche trasportano materia e calore tra le diverse zone della Terra, indicendo notevolmente sul clima e sulle sue variazioni (vedi anche la voce “Teleconnessioni”).
Pedosfera
La pedosfera è ciò che comunemente chiamiamo “suolo”. Si sviluppa grazie all’interazione dinamica tra atmosfera, biosfera, idrosfera e litosfera (di quest’ultima costituisce la parte più esterna).
La pedosfera è fondamentale per la vita sulla Terra essendo, negli ecosistemi continentali, la zona nella quale la materia organica viene mineralizzata e grazie alla quale le sostanze minerali vengono utilizzate per generare nuova materia organica (ciclo del carbonio).
La pedosfera è costituita da minerali, sostanza organica, acqua e aria. Si trova all’interno della più ampia Zona Critica Terrestre (Earth Critical Zone) che comprende anche la vegetazione, i sistemi acquiferi sotterranei, la regolite e che termina a una certa profondità nella roccia, laddove la biosfera e l’idrosfera cessano di apportare cambiamenti significativi alla chimica in profondità. Si sviluppa arricchendosi di una complessa comunità vivente e, in funzione del clima e della disponibilità di acqua, raggiunge una maturità in equilibrio relativamente stabile con l’ambiente.
L’uso del suolo e il relativo cambio d’uso sono tra i driver determinanti dei cambiamenti climatici, in quanto la modificazione degli equilibri naturali a causa dello sviluppo delle aree antropizzate (città e aree residenziali, aree destinate a produzioni agricole, industriali e ai servizi) e della deforestazione incidono su alcune variabili (albedo, concentrazione di gas serra, biodiversità, ecc.) del sistema climatico.
Litosfera
La litosfera è la parte più esterna della Terra: riunisce tutte le terre emerse, il fondo degli oceani e i primi strati dell’interno del Pianeta. Il suo spessore non è uniforme (più sottile, mediamente, nelle zone oceaniche) e termina alla profondità alla quale incontra l’astenosfera, al di sotto della quale ci sono il mantello e il nucleo terrestre.
La litosfera è interessata da un complesso sistema con scambi di energia e di materia con le altre componenti del sistema climatico, in particolare attraverso il ciclo biogeochimico (vedi anche la voce “Ciclo del carbonio”).
Alcuni fenomeni e processi che vi si sviluppano, come il vulcanismo (con emissione di importanti quantità di polveri e aerosol), l’orogenesi (processo di formazione delle catene montuose) e l’epirogenesi (movimenti delle zolle continentali), possono determinare cambiamenti del clima, agendo su tempi scala anche molto diversi. Essi, infatti, possono modificare l’albedo, i movimenti delle masse d’aria e delle correnti oceaniche e lo scambio di calore tra le zone polari ed equatoriali, andando a incidere sul bilancio energetico terrestre.
prof. Claudio Cassardo, Dipartimento di Fisica – Università di Torino; Coordinamento Cambiamenti Climatici UniTo Green Office UniToGO
prof. Gianni Latini, Sezione Valorizzazione della Ricerca e Public Engagement, Direzione Ricerca e Terza Missione – Università di Torino
dott. Tommaso Orusa, Gruppo Energia e Coordinamento Cambiamenti Climatici UniTo Green Office UniToGO; Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – Università di Torino
prof. Elisa Palazzi, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima – Consiglio Nazionale della Ricerche; Coordinamento Cambiamenti Climatici UniTo Green Office UniToGO
Bibliografia
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